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La Corrida

Sharon Giacalone

La corrida (in spagnolo corrida de toros, letteralmente corsa di tori) è un tipo di tauromachia di antica tradizione popolare, organizzata già dagli antichi Greci, Etruschi e Romani.

Le le feste più note durante le quali si tengono corride sono quelle di Medina Celi (in cui il toro ha le corna infuocate), S. Isidoro a Madrid e S. Firmino a Pamplona

La corrida dura circa un'ora e mezza e durante questo tempo sono uccisi 6 tori da 3 toreri

La corrida spagnola si divide in tre parti o terzi:

Per un torero i trofei piú preziosi sono le orecchie, ma è la coda ad essere quello piú ambito.

Il dibattito in Spagna sulla crudeltà della corrida è da sempre al centro delle polemiche e col tempo anche i suoi seguaci hanno incominciato a scarseggiare, soprattutto in Catalunya. Nonostante nel '900 questa regione fosse la culla e punto di riferimento mondiale dello spettacolo taurino, soprattutto per la corrida a Barcellona, è ormai da molto che i catalani non mettono più la corrida nella lista dei loro hobby preferiti.

Non a caso, in tutta la regione è rimasta solo una plaza de toros, la "Monumental de Barcelona", che neppure negli appuntamenti più importanti riesce a riempire la metà dell'emiciclo (di norma occupato dai turisti).

Nel 1991 le Canarie furono le prime a proibire la particolare festa dei tori ma allora non ci fu così tanto scalpore mediatico sostanzialmente perché dietro la decisione non c'era un preciso piano politico.

Il 28 luglio 2010 il Parlamento catalano ha approvato una legge sulla base della quale le corride, a partire dal 1 Gennaio 2012, sono dichiarate illegali.

«Abbiamo pensato ad un futuro migliore per le giovani generazioni» spiegò Arturo Mas, presidente della Generalitat della Catalogna.

Per molti, però, più che le sofferenze dei bovini ha pesato la volontà di Barcellona di differenziarsi dal resto della Spagna. Al grido «non siamo spagnoli», i catalani stanno scavando un solco sempre più profondo nel sistema scolastico, nella lingua, nei media, nella cultura.

Ma se da una parte c'è la corrida a Barcellona, dall'altra c'è la corrida a Madrid.

La città di Madrd non ha tardato a reagire alle posizioni di Barcellona, dichiarando la corrida 'bene di interesse culturale'.

Ad accentuare le polemiche ha di certo contribuito anche la decisione della televisione pubblica spagnola, Tve, di bandire la corrida dalla programmazione.

La decisione di Tve ha suscitato le dure critiche del mondo taurino. Il coordinatore dell'Unione dei Toreri, Inigo Fraile, ha accusato la televisione pubblica di "ipocrisia" sottolineando che nelle ore di fascia protetta Tve trasmette «moltissime scene di violenza, non solo con animali ma anche con persone, in innumerevoli serial e film, nei quali i bambini non distinguono la finzione dalla realtà».

Suscitó poi parecchio scalpore la messa in onda di un cartone il cui protagonista, il toro Billy, riesce a fuggire dall'Arena durante la corrida.

Scritto e diretto da Ido Angel, il cartone animato fece infuriare gli adulti appassionati di corride che lo hanno giudicato "diseducativo".

Numerosi i commenti indignati per l'umanizzazione del toro e l'irrisione alla fiesta nazionale.

Per gli imprenditori che gestiscono le costose plazas de toros, già poco frequentate dai giovani, non c'è peggior scenario di una nuova generazione allevata da paladini televisivi dei diritti dei tori.

La questione corrida in Spagna, dunque, vede fotemente diviso il popolo spagnolo tra i sostenitori della corrida , i quali credono fermamente nella tradizione e sostengono che per il toro è più dignitoso morire in combattimento piuttosto che in un macello, e chi, invece, si oppone, considerando la corrida uno squallido spettacolo di ingiustificata violenza contro gli animali.

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