Home » Blog » L’Impero Spagnolo

L’Impero Spagnolo

Diego Rivera: Scena della conquista del Messico

Giovanna Campanella

L’impero spagnolo puó essere definito uno dei primi imperi coloniali europei. Nel corso del secolo XVI la Spagna estese il proprio territorio sull’Atlantico, le Americhe, sul Pacifico, l’Asia  Orientale, il Messico e le Filippine. Grazie alle numerose conquiste e alla capacità di mantenere propri i territori conquistati, la Spagna visse fra il XVI e il XVII secolo quello che viene definito come il suo Siglo de Oro che fece della penisola iberica ció che è noto come impero spagnolo.

I conquistatori spagnoli si espansero nell’America del sud  e del nord distruggendo le civiltà azteca, conosciuta altrimenti come civiltà precolombiana spostatasi dalla California centrale verso il Messico, e  la civiltà inca, stanziata nell’altopiano andino.

Le conquiste coloniali permisero alla Spagna degli Asburgo di avere oro e argento in quantità per condurre una lunga serie di guerre in Africa e in Europa. Ció nonostante furono molti i conflitti che la Spagna dovette fronteggiare con le potenze rivali. Nel mediterraneo l’impero spagnolo era in lotta di continuo con l’Impero Ottomano, nell’Atalntico l’impero coloniale spagnolo dovette fronteggiare prima il Portogallo e poi anche inglesi e olandesi. A contribuire al declino dell’impero spagnolo fu la pace di Utrecht, a seguito della quale la Spagna perse i territori restanti in Italia e nei Paesi Bassi. Nonostante queste perdite la Spagna continuó comunque ad essere un impero sino al XIX secolo. In seguito a quella guerra nota come guerra peninsulare o guerra d’indipendenza spagnola, che vide la Spagna allearsi con il Portogallo e il Regno Unito contro il primo Impero Francese, Venezuela e Paraguay chiesero l’indipendenza alla Madre Patria. La Spagna riuscí peró a mantenere Cuba, Filippine, Porto Rico, Guam, Micronesia, Palau e Marianne settentrionali, almeno sino alla guerra ispano-americana del 1898, come conseguenza della quale dovette cedere agli Stati Uniti questi territori. L’impero spagnolo riuscí a mantenere il controllo sul Marocco sino al 1956, sulla Guinea sino al 1968 e sul Sahara sino al 1975. Territori come le Isole Canarie, Ceuta e Melilla e i possedimenti spagnoli nel Maghreb costituiscono ancora oggi parte della Spagna.

Anche in Italia le conquiste spagnole non mancarono. Gli aragonesi infatti erano riusciti a far si che su Napoli regnasse Carlo VIII, chiaramente dopo uno scontro con i francesi dal quale gli spagnoli uscirono vittoriosi. I sovrani di Castiglia intanto, invece, avevano conquistato Melilla. Nel frattempo il papa Alessandro VI, di origini spagnole, aveva emanato il trattato di Tordesillas mediante la bolla papale inter Caetera. Con questo trattato il papa avvantaggiava notevolmente l’impero spagnolo poichè divideva il mondo in due emisferi su cui le potenze potevano esercitare la propria sovranità a seguito di una conquista coloniale. Il trattato escludeva peró il Portogallo, sebbene ció non fu un limite affinchè il Brasile fosse comunque conquistato. In seguito alla morte della moglie Isabella, Ferdinando creó una lega con il papa, i veneziani, il Sacro Romano Impero e l’inghilterra, al fine di conquistare Milano e poi Navarra. I veneziani peró si ritirarono dalla lga alleandosi nel 1511 con  Luigi XII, re di Francia, costringendo Ferdinando a scendere a compromessi, nel 1516, con il nuovo re di Francia, ovvero Francesco I, determinando l’assegnazione della Navarra agli spagnoli, ma il controllo dell’Italia settentrionale ai francesi.

Ultimi racconti di Viaggio