Home » Blog » Il Museo Reina Sofia

Il Museo Reina Sofia

Il museo Reina Sofia

Alessia Movia

Musei di Madrid

Madrid, capitale spagnola ricca d’arte e cultura, si caratterizza per la presenza di innumerevoli musei e opere d’arte, significative del suo importante patrimonio artistico. Tra i tanti musei, vi sono tre istituzioni culturali fondamentali, che formano il cosiddetto “Triangolo d’oro dell’arte”, o “Paseo del Arte” formato da: il “Museo del Prado”, il “museo Thyssen-Bornemisza” ed il “museo Reina Sofia”. Quest’ultimo è rappresentativo dell’arte contemporanea del Ventesimo secolo, che racchiude al suo interno opere importantissime realizzate da artisti spagnoli così come da autori internazionali. La storia del museo Reina Sofia di Madrid, seppur recente, non può essere trascurata, in quanto esemplificativa del valore odierno dell’istituzione. Oggi il museo Reina Sofia offre un’amplia varietà di opere che spaziano dai “semplici” dipinti sino ad esempi più importanti di arte figurativa, tanto che il museo Reina Sofia è da molti denominato il “MOMA spagnolo”, paragonandolo all’importante  museo di arte contemporanea di New York.

Il "Reina Sofia"

Il museo Reina Sofia si trova ubicato nell’antico ospedale generale il cui edificio è stato costruito nel XVIII secolo dall’architetto Fernando Sabatini, su ordine del re Carlo III. Sebbene molti avrebbero voluto demolire la struttura, in quanto esteticamente “poco attrattiva ”, non solo la struttura non viene distrutta, ma viene addirittura dichiarata nel 1977, Monumento storico nazionale. L’edificio subisce diverse opere di restaurazione negli anni Ottanta del Novecento, da parte dell’architetto Antonio Fernández Alba, per essere poi nuovamente restaurato un decennio dopo da Antonio Vázquez de Castro e José Luis Iñíguez de Onzoño, che conferiscono alla struttura dettaglie particolari più contemporanei, con strutture in vetro e ascensori di acciaio. Un anno dopo, nel 1989, l’architetto Ian Ritche vi aggiungerà 3 torri circolari di vetro. L’edificio viene ubicato a Centro d’arte nel 1986 ma bisognerà aspettare altri due anni, nel 1988, per la sua attuale denominazione di “Museo Nazionale d’Arte Reina Sofia”. In quest’anno il museo Reina Sofia sarà aperto parzialmente al pubblico, con esposizioni temporanee. Solo nel 1992, il 10 Settembre, la Reina Sofia verrà inaugurata ufficialmente. L’edificio ha poi subito un’ulteriore opera di restauro, o meglio, estensione, sotto la direzione di Jean Nouvel, creando una superficie aggiuntiva di 8000 metri quadrati.

Oggi il museo Reina Sofia conserva alcune delle opere d’arte contemporanea più importanti al mondo e viene infatti descritto come uno dei migliori musei al mondo per conoscere appieno l’arte europea del ventesimo secolo. La collezione del museo Reina Sofia infatti, viene divisa in tre diverse esposizioni, distinte per periodo storico: dal 1900 al 1945, dal 1945 al 1968 e dal 1962 al 1982.

La prima esposizione rigurda quelle opere realizzate nella prima metà del ventesimo secolo, dal 1900 al 1945, con la presenza preponderante dei movimenti d’avanguardia che concepiscono una nuova visione del mondo: moderna e progressista. Tra i movimenti d’avanguardia presenti al museo Reina Sofia spicca sicuramente il Cubismo, che nel contesto spagnolo è rappresentato da Picasso. La Reina Sofia presenta diverse opere di Picasso, tra cui “Guernica”, raffiugurante la guerra civile nella città spagnola di Guernica appunto. Altre corrrenti d’avanguardia le cui opere sono esposte al museo Reina Sofia sono il Dadaismo ed il Surrealismo, che investigano sull’inconscio e l’irrazionalità, rifiutando il principio positivista di ragione.

L’esposizione del museo dedicata al periodo 1945 - 1968 è invece influenzata in maniera preponderante dal contesto storico di riferimento: la guerra fredda, ossia il conflitto tra le due superpotenze mondiali Stati Uniti e Unione Sovietica. In questa sezione del museo Reina Sofia si possono ammirare opere d’astrazione gestuale ed espressiva dal valore unico. Alcuni delle autori piu importanti sono: Jorge Oteiza e Eduardo Chillida.

La terza ed ultima parte del museo Reina Sofia è invece dedicata al ventennio anni Sessanta –Ottanta, nel quale si afferma una nuova concezione dell’arte: la “morte” dell’artista, che non vuole più essere riconosciuto come autore dell’opera ma anche una nuova percezione dell’atto artistico: come evento collettivo, processo da fruire, spettacolo ma anche merce, prodotto da vendere. Artisti spagnoli rappresentativi di questa epoca sono: Guillermo Pèrez, Villalta Eduardo Arroyo, Luis Gordillo e Equipo Crónica.

Ultimi racconti di Viaggio