Home » Blog » Il Museo del Prado

Il Museo del Prado

Il Museo del Prado

Alessia Movia

Il primo museo d'arte spagnolo

Le opere del museo Prado vantano di fama internazionale e spaziano dal dodicesimo secolo sino ai movimenti d’avanguardia contemporanei degli inizi del diciannovesimo secolo. Le opere del museo sono cioè rappresentative delle diverse scuole artistiche europee: spagnola, italiana, oltre che fiamminga e francese. La storia del Prado è purtroppo caratterizzata da diversi problemi e complicazioni, che hanno però contribuito all’evoluzione e allo sviluppo di quello che è oggi il primo museo d’arte spagnolo, oltre ad uno dei più importanti al mondo, con milioni di visitatori ogni anno.

La storia del Prado

Il museo del Prado viene progettato dall’architetto Juan de Villanueva nel 1785, nello stile neoclassico proprio dell’epoca, per volontà del re Carlo III, che vuole conferire al proprio regno una forte impronta scientifica ed innovatrice; vengono cosí riuniti diversi intellettuali e scienzati per l’attuazione di un’immensa opera di modernizzazione. L’attuale museo del Prado doveva cioè fungere da “Museo di storia naturale”, nel quale esporre sezioni geologiche e zoologiche. Il Prado formava parte di un progetto più amplio, all’interno del quale erano compresi l’Osservatorio Astronomico e il Giardino Botanico, situati tutt’oggi nel giadino Botanico di Madrid. L’edificio del museo ha sofferto molto durante la guerra di Indipendenza spagnola (1808 – 1814) ed ha subito diverse opere di restaurazione.

Con l’istaurazione della monarchia spagnola, grazie a Ferdinando XII, nipote di Carlo III, il Museo del Prado viene trasformato  in pinacoteca di opere artistiche con quadri e sculture e viene rinominato “Reale Museo di Pittura e scultura”. Per la prima volta, nel 1819, Il museo viene aperto al pubblico con un duplice scopo: dimostrare al mondo il valore e la varietà dell’arte spagnola, al pari delle altre potenze europee, così come esibire il patrimonio artistico di proprietà dalla corona spagnola.

Un’ulteriore complicazione sorge con la morte del re Ferdinando VII e il problema della proprietà delle opere del museo del Prado, che viene risolto con la loro annessione al patrimonio statale. La collezione del museo inizia ad ampliarsi sempre più, anche a causa del Reale Decreto del 1835, che stabilisce la confisca dei beni della Chiesa; in un primo momento queste opere vengono conservate nel “Museo della Trinità”, per essere poi trasferite al Prado nel 1872, con l’unificazione delle due istituzioni. Tale unione ha però rappresentato un altro problema: la scarsità di spazio; in questo modo si cerca di aggirare il problema attraverso la costruzione di tutta una serie di edifici. Il problema si ripresenta però quando è ormai impossibile aggiungere altre strutture e in questo modo viene istituito un concorso per la creazione di un progetto di estensione più amplio, che viene vinto da Rafael Moneo. L’artista  propone l’espansione dell’edicio del museo del Prado attraverso l’annessione del convento dei Jerònimos e la costruzione di un nuovo museo.

Nel 1868, Isabella II decide di nazionalizzare il museo, che assume la denominazione di “Museo Nazionale di pittura e scultura”, nome che manterrà fino al 1920, quando il Decreto Reale lo cambierà nell’attuale “Museo Nazionale del Prado”. Col passare del tempo il numero di opere del museo aumenta sempre più, grazie alle donazioni provenienti da altre istitutuzioni spagnole quali “il Museo Dell’arte moderna”, il “Museo de Ultramar”, o ancora il “ Museo Iconografico “.

Durante il diciannovesimo secolo però il Prado si trova a dover affrontare una nuova situazione di crisi: la mancanza di risorse per la conservazione delle opere d’arte esposte, insieme agli insufficenti sistemi di sicurezza, minacciano la preservazione di alcune opere del museo La situazione migliora nel corso del tempo, attraverso l’introduzione di nuovi standard tecnici e  sistemi di aereazione innovativi.

Dal 1785 ad oggi il numero di opere del Prado è cresciuto ad un ritmo impressionante: la prima collezione contava infatti 311 quadri, mentre oggi i visitatori possono ammirare più di ottomila  opere, oltre alle immense collezioni di sculture, disegni, oggetti decorativi e monete.

Il museo del Prado presenta cioè una varietà artistica unica, all’interno della quale le opere più significative sono: diverse pitture del maestro Velázquez, tra cui “Las Meninas”, “Las hilanderas” o ancora “La rendiciòn de Breda”, oltre al pittore Goya con i quadri “Los Fusilamientos”, “El Saturno devorando a su hijo” o ancora la “Maya Desnuda”. Ma non si possono certo dimenticare le opere: “Las tres gracias” di Rubens, “El caballero de la mano en el pecho” di El Greco, “El jardín de las delicias” di El Bosco e “El triunfo de la muerte” di Brueghel.

Photo by www.spainisculture.com

Ultimi racconti di Viaggio